.................... ECONOMIA  
Giuseppe Coco
Ricercatore
L’Umbria delle fragilità

Nel 2008 ci siamo trovati di fronte ad un punto di torsione del sistema che ha fatto crollare molte delle certezze via via conquistate negli anni. E l’Umbria non è stata immune da questo punto di torsione. Anzi, sembra faticare più di molte altre regioni a imboccare la strada della ripresa.
Sotto un profilo demografico, nel periodo 2001-10 si è assistito ad una significativa crescita della popolazione. Successivamente, si rileva una tendenza inversa che, in prospettiva, se continuasse, potrebbe portare entro il 2050 alla scomparsa di un numero di abitanti pari ad una città del calibro di Terni. Questo non è un gran trend. È, anzi, un serio elemento di preoccupazione, in quanto può risultare molto difficile riuscire ad impostare strategie di sviluppo economico se diminuiscono le persone in età lavorativa e aumentano gli anziani.
(continua...)

 
 
....................  AUR&S 16
La violenza di genere: un problema sociale
Stefano Strona
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Violenza e donne: un percorso ad ostacoli
Alessandra Bocchetti
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Quando il linguaggio fa la differenza
Chiara Damiani
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Cooperazione internazionale e donne
Simona Formica
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Programma Erasmus: l’idea di una donna
Sofia Corradi intervistata da E. Galluzzo
 
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Spesa
....................  FOCUS  
Enza Galluzzo
Ricercatrice
I giovani, le giovani e il lavoro 

I dati del mercato del lavoro sui giovani nel 2018 mostrano che l’Umbria è lontana rispetto ai livelli pre-crisi. Il tasso di occupazione dei 25-34enni, che si attesta al 66,8%, è inferiore di oltre 10 punti rispetto al 2008. Il mancato recupero accomuna tendenzialmente tutta la penisola, ma l’Umbria presenta un differenziale di 13,9 punti, spiccando tra le regioni italiane (differenza secca 2008-2018).
A questo si aggiunge un tasso di inattività (23,6% al 2018) che è il più alto degli ultimi 10 anni, a fronte di un tasso di disoccupazione (12,5%), superiore di quasi 7 punti rispetto al 2008.
Se si passa ad una lettura di genere, ci si accorge che negli anni il peso dell’occupazione dei giovani grava soprattutto sulle donne. Nell’ambito di un trend sostanzialmente in calo rispetto al 2008, mentre negli ultimi due anni il tasso di occupazione maschile dei giovani mostra una ripresa, ciò non accade per le donne. A partire dal 2016 si sviluppa una vera e propria forbice tra giovani uomini e donne. Il differenziale nel 2018 è del 25,1%, tra i più alti nel panorama nazionale
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....................  RIVISTA
AUR&S 16
 
....................  ECONOMIA  
                 
  E.Tondini   M.Casavecchia  
Economista Sociologo
In Umbria le pensioni attutiscono la perdita di Pil  
La lunga crisi ha travolto una piccola Umbria, già fortemente indebolita, che ancora stenta a riprendersi. Reiterati cali hanno fatto perdere in un decennio il 15,6 per cento di PIL reale regionale, per una contrazione media annua dal 2007 al 2017 dell’1,7 per cento, più del triplo della diminuzione occorsa su base nazionale.
Il PIL pro capite umbro è in progressivo allontanamento dalla media italiana, per una distanza che nel 2017 tocca il suo massimo, sfiorando i 15 punti (erano 4,4 nel 2007, posta l’Italia uguale a 100): in tale anno, a ogni umbro spetterebbero 24.326 euro correnti di reddito prodotto, a fronte dei 28.494 medi nazionali.
(continua...)
....................  ECONOMIA
Giuseppe Coco
Ricercatore
Regionalismo ed equità
Chi scrive ultimamente si è occupato in qualche modo del tema delle Regioni e dei loro cambiamenti. A volte più meditati e a volte più estemporanei, figli della crisi, delle emergenze, delle mode, delle convenienze politiche. Se il terzo millennio era partito con un investimento - non solo di risorse ma anche emotivo - su questi Enti, gli anni successivi hanno rimescolato le carte rendendo incerto il paradigma da seguire.
Nel 2008, politici, studiosi, opinionisti hanno posto l’accento sulla necessità di un’Italia orientata verso un nuovo centralismo per provare a tenere sotto controllo meglio i costi della macchina statale. Ed ecco che l’idea di uno Stato a trazione regionale, nata nel 2001 con la riforma del titolo V della Costituzione, inizia a vacillare.
(continua...)