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....................  RAPPORTI
Rapporto sulle Povertà
in Umbria 2019
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Rassegna stampa 
Slides  
 
 
.................... IDENTITÀ  
Umbria 2024
Giuseppe Coco
Dir. Rivista AUR&S 
Ricostruire il passato è nobile, difendere il presente è un segno di identità ma, al tempo stesso, non vanno assolutamente trascurati gli obblighi che abbiamo col futuro. Per questo sembra giusto chiedersi: dove sta andando l’Umbria? Esiste una qualche idea di futuro che non sia semplicemente progettare un “nuovo” che fa il verso al “vecchio”?
Bisognerebbe provare a cercare di non essere spettatori del proprio destino. Ci sono cose che si possono e si debbono fare. Il domani si prepara oggi. E a ben vedere le nostre società postindustriali trovano la loro ragion d’essere proprio nel progettare il futuro. Non farlo potrebbe metterci a rischio. Oggi più che mai bisogna avere il coraggio di guardarci intorno con più consapevolezze. Rispetto a certi temi c’è l’urgenza di una analisi con prospettive e punti di vista diversi da quelli usati fino a ieri.
(continua...)   
.................... IDENTITÀ  
La clessidra orizzontale
Giuseppe Coco
Dir. Rivista AUR&S 
Viviamo in un’epoca dove l’accelerazione del progresso tecnologico non è semplice retorica. Davanti a noi c’è una realtà nuova che se da un lato ci intriga per la scoperta di orizzonti inediti dall'altro ci agita amplificando i nostri timori su un futuro che facciamo spesso fatica a mettere a fuoco.
Il fatto ormai acclarato è che tutti noi siamo coinvolti in una qualche mutazione. Le sfide che lancia la nostra modernità sono tante e complesse e sembra non arretrare solo chi riesce a essere creativo-innovativo in quello che propone. Siamo di fronte ad una amplificazione all'ennesima potenza dei bisogni di nuovi gusti, di nuove tendenze, che mettono a dura prova anche le certezze (leggi identità) che fino a ieri sembravano più solide.
Il nostro impianto socio-economico negli ultimi dieci anni ha fatto registrare grandi mutazioni la cui intensità non è neanche paragonabile a ciò che era avvenuto nei precedenti quarant'anni: abbiamo iniziato a ruotare su noi stessi col risultato che stanno scricchiolando tutte, ma proprio tutte, le nostre fondamenta.
(continua...)   
 
.................... ECONOMIA    
La dinamica reale del PIL   
Elisabetta
Tondini
Mauro
Casavecchia
   
Economista
Sociologo
   

Della lunga crisi abbattutasi su un’Italia affaticata da un ristagno pluriennale paghiamo ancora le conseguenze. Il quadro che si prospetta all’orizzonte prefigura nuovi passi indietro nella produzione generale di reddito, rendendo ancora più lontana una ripresa vera e propria.
E se questo è vero per l’Italia che, nell’arco di dieci anni, ha vissuto sostanzialmente due recessioni (2008-2009 e 2013-2014), lo è ancora di più per l’Umbria la quale, nello stesso periodo, registra solo due annualità positive, il 2010 e il 2015, visto che il PIL al 2017 praticamente eguaglia in termini reali quello dell’anno precedente.
(continua...)

   
     
....................  ECONOMIA  
L'occupazione si trasforma
Elisabetta
Tondini
Mauro
Casavecchia
   
Economista
Sociologo
   
Il mercato del lavoro, nel decennio attraversato dalla grande crisi, ha vissuto enormi trasformazioni, in parte avviate negli anni precedenti. L’emorragia occupazionale si è infatti manifestata in un contesto di crescente parcellizzazione e precarizzazione del lavoro. Tale fenomeno si è accompagnato a un inasprimento degli squilibri generazionali e ad una crescente importanza dell’istruzione in termini di occupabilità, mentre persiste un consistente dualismo di genere che ha mostrato una lievissima attenuazione solo negli anni più critici. (continua...) 
     
.................... ECONOMIA    
Per lavorare conviene studiare 
Elisabetta
Tondini
Mauro
Casavecchia
   
Economista
Sociologo
 
 

La disoccupazione continua a incidere pesantemente sulle forze di lavoro, ma i dati ci mostrano che chi studia ha più chance di lavorare. Prendiamo come caso di studio l’Umbria: dalle nostre analisi si vede che la disoccupazione ha toccato il suo massimo nel 2014 e si mantiene ancora su valori molto elevati (9,2 per cento nel 2018, a fronte del 10,6 nazionale). È strutturalmente più diffusa tra le donne (11 per cento contro 7,7 maschile), per un divario di genere che, attenuatosi nella crisi, è tornato a crescere. È aumentata in tutte e tre le categorie dei senza lavoro: tra chi ha perduto un impiego, soprattutto, ma anche tra chi è in cerca di un primo lavoro e chi si era dichiarato inattivo. (continua...)

 
 
.................... RIVISTA
AUR&S 17
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  .................... ECONOMIA  
Squilibri demografici
in corso
 
 
Elisabetta
Tondini
Mauro
Casavecchia
Sociologo Economista

Prosegue in Umbria la tendenza alla diminuzione della popolazione registrata a livello nazionale a partire dal 2015: i ritmi nella regione si rivelano più accentuati, confermando la discesa all’1,46 per cento della quota di residenti sul totale del Paese.
Al 1° gennaio 2019 vivono nella regione 882.015 residenti (oltre 2mila e 600 in meno rispetto all’anno precedente), di cui l’11,1 per cento di cittadinanza straniera, una quota superiore all’8,7 per cento dell’Italia.
La decrescita della popolazione è il frutto di un perdurante calo del tasso di natalità, che continua da un decennio e si distanzia sempre di più da quello di mortalità: nel 2018, ogni mille abitanti ci sono 6,5 nati vivi e 11,4 decessi. In definitiva, è come se nell’ultimo decennio il naturale movimento della popolazione avesse provocato mediamente ogni anno in Umbria la scomparsa di un piccolo comune di oltre 3 mila abitanti.
(continua...)

       
.................... ECONOMIA
L’Umbria delle fragilità
Giuseppe Coco
Dir. Rivista AUR&S 

Nel 2008 ci siamo trovati di fronte ad un punto di torsione del sistema che ha fatto crollare molte delle certezze via via conquistate negli anni. E l’Umbria non è stata immune da questo punto di torsione. Anzi, sembra faticare più di molte altre regioni a imboccare la strada della ripresa.
Sotto un profilo demografico, nel periodo 2001-10 si è assistito ad una significativa crescita della popolazione. Successivamente, si rileva una tendenza inversa che, in prospettiva, se continuasse, potrebbe portare entro il 2050 alla scomparsa di un numero di abitanti pari ad una città del calibro di Terni. Questo non è un gran trend.
È, anzi, un serio elemento di preoccupazione, in quanto può risultare molto difficile riuscire ad impostare strategie di sviluppo economico se diminuiscono le persone in età lavorativa e aumentano gli anziani.
(continua...)
 

 
 
 
.................. COCO, TGR UMBRIA  
Umbria 2019: tra Pil e popolazione