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AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE
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.................... CONFERENZA ONLINE
La Finanza Territoriale
Rapporto 2020
Novità
Il 10 dicembre alle 14.30 è programmato il webinar di presentazione del "Rapporto sulla Finanza Territoriale", realizzato dalla rete degli Istituti regionali di ricerca di cui fa parte anche Agenzia Umbria Ricerche.

Il Rapporto dedica la prima parte ad una analisi congiunturale della finanza degli enti decentrati, quest'anno in prima linea nel rispondere alla crescente domanda di servizi e di sicurezza da parte dei cittadini. La seconda parte è, invece, dedicata proprio all'istituto delle Regioni, che nella ricorrenza dei 50 anni dalla fondazione viene messo duramente alla prova dall’evento pandemico.
Il ruolo delle Regioni nella gestione dell'emergenza sanitaria ed economica tuttora in corso è completamente inedito e può costituire un utile insegnamento in merito alle proposte di riforma che si sono succedute a breve distanza l'una dall'altra.

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.................... FOCUS  
Il valore della ricerca
Donatella Tesei
Presidente Regione Umbria

È soprattutto in periodi come quello che stiamo vivendo, segnati da eventi straordinari ed imprevedibili, che si coglie ancor più l’importanza della ricerca, non solo in campo sanitario e tecnologico. Oggi, infatti, sono anche la ricerca, gli studi e l’analisi nei settori economico e sociale che stanno cercando di supportare i governi, a tutti i livelli, per trovare una via d’uscita ed una strada che sia sostenibile. Se è vero che l’obiettivo più alto di un governo, locale o nazionale che sia, è il benessere della collettività, di fronte ad una stagione completamente mutata in termini di prospettive e di aleatorietà, l’amministrazione della cosa pubblica, mai come oggi, deve poggiarsi sulla massima consapevolezza delle proprie scelte, ognuna delle quali finisce per determinare conseguenze concrete che compongono le basi da cui ripartire. Così come diceva Luigi Einaudi è necessario: “prima conoscere, poi discutere, poi deliberare... Come si può deliberare senza conoscere?”.
A tutti noi oggi è chiaro - e quella attuale è solo l’ultima delle crisi moderne che ce lo sottolinea - che saranno avvantaggiati quei sistemi economici in grado di trasformare i dati, attraverso elaborazioni e analisi, in informazioni a loro volta traducibili in conoscenza, quella conoscenza strategica per aiutare le decisioni, per analizzare gli esiti delle azioni, per migliorare le scelte future.
Il susseguirsi di eventi in divenire che si amplificano, si diversificano, si intrecciano e, in ultimo, rischiano di travolgerci, rende sempre più complesso il compito del ricercatore, dell’analista di dati, dell’interprete di fenomeni. Al contempo, si tratta di un tipo di attività da cui, ormai, non si può più prescindere.
Per una Amministrazione regionale è dunque un privilegio poter disporre di un proprio istituto di ricerca.
L’Agenzia Umbria Ricerche viene da una lunga tradizione, affonda le sue radici nella storia stessa del regionalismo umbro. Oggi, alle soglie di un nuovo riassetto organizzativo, il nostro intento è quello di valorizzare ulteriormente l’attività di ricerca, potenziarla e renderla ancora più efficiente e funzionale alle esigenze del governo regionale.
L’AUR svolge un’attività peculiare, che non si sovrappone ma si affianca, arricchendola, alla conoscenza prodotta in campo accademico ed al lavoro di programmazione economica svolta in seno all’ente regionale. Pur se ente strumentale della Regione, l’AUR si connota per un certo grado di autonomia che le garantisce quella flessibilità e apertura verso l’esterno indispensabile per raccogliere le complesse sollecitazioni provenienti dal mondo circostante e per mantenere un alto grado di autonomia. Il tutto nella consapevolezza che la conoscenza sedimentata e puntuale della dimensione locale è una risorsa preziosa, che solo un istituto di ricerca regionale riesce a garantire e a rinnovare nel tempo. È preziosa in tempi di ordinarietà, per la sua capacità di offrire un valido supporto alla politica per una più consapevole azione di governo, soprattutto nel momento in cui le stesse strategie europee e nazionali sono sempre più attente e orientate alle specificità locali. E lo diventa ancor di più durante passaggi epocali.
Nell’attuale emergenza la nuova vocazione dell’AUR - essere presente in maniera continuativa con studi e analisi il più possibile agili e accessibili - si è rafforzata, assecondando le necessità della stessa Amministrazione regionale di poter disporre in tempi rapidi di elementi conoscitivi funzionali alle esigenze pressanti dettate dalla contingenza di una crisi da affrontare.


(continua...)

 
 
.................... EVENTO ONLINE
Il senso del lavoro per le donne
Novità
Il 4 dicembre alle 16.30 è programmato il webinar "Il senso del lavoro per le donne", che vede la partecipazione anche dell'Agenzia Umbria Ricerche.
 

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.................... COVID-19  
Diversamente uguali di fronte al Coronavirus
   
Elisabetta Tondini
Responsabile di ricerca  
   
     
   

Le conseguenze virtuose sulle disuguaglianze sociali prodotte da guerre, rivoluzioni, pandemie (non a caso definite dallo storico Walter Scheidel “le grandi livellatrici”), non saranno l’esito del contagio da Covid. Questo perché, per fortuna, rispetto ai grandi eventi catastrofici del passato, il virus diffusosi nel 2020 si distingue per una mortalità assai più contenuta, senza paragoni – peraltro su una popolazione per lo più anziana – dunque con effetti praticamente nulli in termini di contrazione della forza lavoro.
L’emergenza Covid si sta comportando come le pandemie più recenti che, a detta degli studiosi, hanno generato un incremento della disuguaglianza del reddito per almeno i cinque anni successivi al loro verificarsi. Fino ad oggi, oltre ad aver messo in ginocchio il sistema sanitario del nostro Paese e causato uno shock economico senza precedenti dal secondo dopoguerra, il Covid è sicuramente intervenuto in senso peggiorativo sulle disuguaglianze anche se, visto che l’emergenza è ancora in corso, non se ne riesce a quantificare né il reale impatto né gli strascichi futuri. È proprio di pochi giorni fa l’appello del Presidente della Repubblica Mattarella affinché gli sforzi per affrontare il grave momento sanitario, economico, sociale vertano a colmare divari sopraggiunti e a ridurre diseguaglianze sempre più inaccettabili e onerose.
Ignorando per il momento gli esiti dei recenti provvedimenti a seguito della recrudescenza autunnale, le misure per il contenimento del contagio (dalla sospensione temporanea di talune attività alla introduzione di modalità lavorative ed educative a distanza) imposte durante il primo lockdown hanno prodotto, tra l’altro: un rapido calo di occupati e di ore lavorate, la diminuzione di stipendi e salari, la contrazione dei consumi, la chiusura definitiva di alcune attività economiche, la diffusione di un clima di profonda incertezza per produttori e consumatori e più in generale alcuni cambiamenti nei modelli di domanda. Questi fenomeni, verificatisi in un contesto di interventi governativi di sostegno al reddito, diversificati per tipologia di lavoratore, individuo, famiglia, hanno provocato un inasprimento della disomogeneità nella distribuzione dei redditi e, più in generale, accentuato le disuguaglianze sociali.

(continua...)

 
 
................ SPORTELLO APRE UMBRIA


 
Gli uffici dello Sportello APRE Umbria sono chiusi al pubblico, ma continuano ad operare in smart working

 
 
     
.................... RIVISTA  
AUR&S 19    
   
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....................  RAPPORTI
Rapporto sulle Povertà
in Umbria 2019
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Rassegna stampa  
Slides  
 
 
 
 
   
.................... ECONOMIA  
L’importanza di una nuova visione
 
Elisabetta Tondini
Responsabile di ricerca  
 
     
   

Della eccezionalità della recessione di quest’anno purtroppo abbiamo tutti contezza.
Da fine maggio la ripresa delle attività economiche si è lasciata alle spalle situazioni di non ritorno e ancora oggi, anche in Umbria, molte attività sono costrette a chiudere i battenti per difficoltà a gestire gli effetti della crisi.

Il Pil dell’Umbria nel 2020 si stima crollerà dell’11,1%, figurando tra le regioni più colpite a seguito dell’emergenza Coronavirus. Questo, stante le nuove stime di Svimez.
Qualche giorno fa l’Istat aveva comunicato i dati del secondo trimestre, ovvero aprile-giugno, che a livello nazionale riportano un calo tendenziale dell’economia del 17,7%, dovuto alla forte contrazione della domanda, sia dei consumi che degli investimenti e ancor più della domanda estera (ma anche delle importazioni).
Per la debole propensione esportativa dell’Umbria, la forte contrazione degli scambi con l’estero ha sortito un effetto diretto molto meno impattante rispetto ad altre regioni che molto di più dipendono dalla domanda estera. Va però anche detto che, come tutte le piccole economie, la nostra sconta da un punto di vista produttivo una forte dipendenza con l’esterno, soprattutto con le regioni italiane, la cui recessione ha aggravato e aggrava ulteriormente il già debole sistema Umbria.
Da un punto di vista del contributo esterno al sostegno dell’economia, due parole merita la domanda turistica che, a livello nazionale, ha subito un drastico ridimensionamento soprattutto nelle città d’arte. Invece in Umbria il fenomeno è stato – almeno dalle prime informazioni disponibili – decisamente meno invasivo. Il calo dei flussi, soprattutto stranieri, è stato più contenuto di quello che si paventava – almeno da un punto di vista complessivo, pur con le dovute specificità locali – complice sicuramente il messaggio di “Umbria sicura” ampiamente veicolato per l’attrazione in una terra ricca d’arte e di ampi spazi vuoti, ottimo connubio per un turismo di qualità e in sicurezza. Da sottolineare l’exploit – per certi versi inatteso – di visitatori anche da fuori regione alla Galleria nazionale.
Sul fronte della domanda interna, spicca la forte contrazione dei consumi, pari a -9,2%, nell’anno in corso e poco rassicura il fatto che sia un po’ inferiore al dato nazionale e del Centro Italia (rispettivamente -10,9% e -12%).

(continua...)