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Giuseppe Coco
Dir. Rivista AUR&S   
 
 
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Treni in corso

Dai giardini Carducci, la terrazza del centro di Perugia, è possibile scorgere le due ferrovie umbre. Il paesaggio, davvero suggestivo da quel punto della città, mi fa venire in mente il libro “Campagne Umbre” del Desplanques quando - con un linguaggio candido, semplice - descriveva così la regione:

[…] formata soprattutto da alte terre e bacini chiusi, è per natura poco adatta agli scambi, che al contrario fecero la fortuna di Genova, Pisa e Venezia; ma, anche se priva d’uno sbocco al mare, è relativamente vicina a Roma e Firenze, due focolai di civiltà di cui subì l’influsso. Verso est e nord-est non mancano del tutto relazioni con le Marche e con la Romagna, ma le comunicazioni restano difficili. A sud-est sono gli Abruzzi, costituenti una vera e propria barriera; è qui, dopotutto, che comincia il Mezzogiorno. Poco aperta all’esterno, la regione umbra gravita sulle sue pianure interne. La Valle di Spoleto, o Valle Umbra, si estende da Perugia a Spoleto per oltre 40 chilometri di lunghezza e 5-10 di larghezza. Questo bacino si raccorda con la valle del Tevere, ove manda le sue acque; ma il fiume lo abbandona, preferendo un altro bacino più stretto. Dal punto in cui lascia l’Appennino toscano, presso San Sepolcro, fino a Todi il Tevere dà origine ad una lunga serie di pianure più o meno ampie, per oltre 100 chilometri di lunghezza. Tali pianure formano, con quella di Spoleto, un unico bacino, certamente complesso, ma indivisibile: è la parte vitale della regione umbra. Le acque, il verde, le colture intensive e la popolazione numerosa ne fanno una piccola Lombardia sperduta nell’Italia Centrale; subito va all’occhio la ricchezza dei contrasti che la sua presenza suscita nel cuore degli Appennini. [Campagne umbre, p.7].

Lasciando da parte le suggestioni letterarie, lo scopo del presente articolo è riflettere sul rapporto tra ferrovia umbra ed umbri, nonché sulle relative connessioni che la strada ferrata oggi offre.

La ferrovia in Umbria
La rete umbra è composta da linee RFI e da una linea regionale ovvero la FCU (Ferrovia Centrale Umbra), che nel momento in cui sto scrivendo è chiusa per una importante riqualificazione.


Della tabella sopra colpisce che l’Umbria è attraversata da diversi Km di linea ferroviaria a doppio binario che, però, si trovano in gran parte sulla direttrice Roma-Firenze e la qual cosa equivale a dire che i comuni umbri che ne traggono direttamente benefici non sono molti. (continua...)

©Agenzia Umbria Ricerche







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