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Giuseppe Coco
Dir. Rivista AUR&S
 
 
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Quale treno per l'Umbria
Nel 2005 nasceva l’alta velocità ferroviaria. La prima linea ad essere inaugurata fu la Roma-Napoli. In pratica germogliava un nuovo modo di viaggiare che andava ad esaltare i concetti di rapidità di spostamento e di rispetto dell’ambiente.

È stato come una sorta di anno zero per la rete italiana. Da quel momento tante sono state le tratte che si sono rinnovate per allinearsi con quello che richiede la nostra modernità. Oggi città come Venezia, Verona, Brescia, Trento sono velocemente e facilmente raggiungibili in treno, con tutto quello che ne consegue come nuove opportunità di sviluppo economico.
In termini di esperienza d’uso, l’alta velocità ha voluto dire percorrere i 515 Km che dividono Milano da Roma in 170 minuti; prima c’è ne volevano 270. I 79 Km di distanza tra Bologna e Firenze si sono praticamente azzerati e oggi con 22 minuti, anziché i 59 di un tempo, si va da stazione a stazione. La lista di esempi si potrebbe allungare ma il messaggio è chiaro: le città “baciate” da questa infrastruttura si sono avvicinate tra loro.
In questo scenario, l’analisi del presente contributo si muove su due direttrici di esplorazione: capire come e dove si colloca l’Umbria rispetto al grande universo rappresentato dai treni.

La rete ferroviaria
L’Umbria è attraversata da oltre 370 Km di tratte RFI (Rete Ferroviaria italiana) e da circa 147 km di linea FCU (Ferrovia Centrale Umbra) che, nel momento in cui si sta scrivendo, è in parte chiusa per una significativa riqualificazione.
Provando a scandagliare più da vicino come stanno le cose, notiamo che la fetta più grande della popolazione vive in prossimità della linea Foligno-Assisi-Perugia-Terontola (lunga circa 82 Km) che è a singolo binario e che equivale a dire: in termini di potenziale ampliamento dei flussi ferroviari non c’è da aspettarsi miracoli. Siamo sicuramente di fronte a un gap che, alla lunga, nella competizione tra territori che cercano di migliorare la loro capacità attrattiva, potrà penalizzare la regione. La Toscana, ad esempio, per scongiurare chiaramente anche questo potenziale rischio, è stata protagonista di un grosso impegno, in questi anni, volto ad ampliare il più possibile le tratte a binario doppio al posto di quelle a binario singolo.
Spostandoci verso Sud, sappiamo che la Foligno-Terni (si legga anche Orte-Falconara), una delle più importanti trasversali della linea italiana, entro non molto sarà operativa interamente a doppio binario. I vantaggi che ne deriveranno - in termini dì opportunità di rafforzamento dell’offerta ferroviaria - non saranno pochi per le città, i paesi, i borghi, che si trovano nel bacino di questa infrastruttura.
In merito alla direttissima Roma-Firenze, asse strategico per l’intero Paese, si può dire che l’Umbria ne è solo “accarezzata” e i comuni che ne beneficiano direttamente (Attigliano, Alviano, Orvieto, Fabro, Ficulle, Castiglione del Lago) o indirettamente non sono molti. Nella sostanza parliamo di un bacino di utenza che si aggira, grosso modo, intorno alle 60mila persone. Quindi, siamo in presenza di un asse importante in generale, ma la regione non ne gode più di tanto.
Inoltre, si segnala che, parallela alla direttissima, c’è l’alta velocità, ma il suolo umbro si limita ad ospitarla ed è noto che per usufruirne “direttamente” bisogna accedervi o dal Lazio o dalla Toscana.
Il cerchio del sinteticissimo quadro che si sta facendo è giusto completarlo con qualche accenno alla FCU, la linea regionale umbra che affianca sostanzialmente la superstrada E45. Questa infrastruttura va guardata con grande interesse in quanto il suo tracciato potrebbe consentire collegamenti più veloci per Roma rispetto a quanto non si possa fare oggi con l’attuale rete RFI. Al momento, però, la ferrovia di cui si sta parlando è in gran parte chiusa per lavori. Quando sarà nuovamente operativa verrà gestita da Rete Ferroviaria Italiana e la cosa lascia anche ben sperare per una sua piena integrazione con la linea nazionale. Per onor di cronaca, va detto che qualche elemento di preoccupazione sui tempi di realizzazione dei lavori è emerso. Ma, la politica regionale non ha mancato di mandare messaggi rassicuranti. Quindi, non ci resta che aspettare e vedere cosa succede.
(continua...)

©Agenzia Umbria Ricerche

 
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