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Benessere: la varietà delle indagini disponibili

L’approccio allo studio del benessere presuppone la consapevolezza che si stia affrontando un argomento complesso per il suo carattere omnicomprensivo, dove dati oggettivi e percezioni si incrociano in un’alchimia che obbliga gli analisti ad un processo di sintesi allo scopo di poter fornire dati complessivi di ausilio alle politiche e all'esigenza di conoscenza dei cittadini.
La multidimensionalità, che è il punto di forza della teoria del benessere, apre le porte ad una infinita osservazione di qualsiasi aspetto della vita, a fronte di una finitezza imposta dall'analisi statistica e della sinteticità richiesta dall'azione politica. Gli aspetti che si sceglie di osservare sono un po’ come le sfaccettature di un diamante che, riflettendo la realtà circostante, contribuiscono a dare luce e forma alla pietra. Quante e quali sfaccettature imprimere nel taglio è compito serio e gravoso degli esperti. Così come compito degli esperti e studiosi è quello di definire i pesi dei singoli aspetti, passaggio procedurale importante che non deve essere sottovalutato.
Molte sono state in Italia le rilevazioni e le indagini messe in cantiere che hanno avuto spesso quali promotori soggettività del mondo pubblico o privato, come media e istituti di ricerca.
Un esempio sono le classifiche di Italia Oggi e del Sole 24 ore sulla qualità della vita delle province italiane. Queste indagini forniscono all'opinione pubblica risultati di sintesi di svariate dimensioni che nel tempo sono state arricchite e modificate.
Altre indagini sono nate all'interno degli istituti di ricerca privati o pubblici (ad esempio: Rapporto Ecosistema urbano, Rapporto Ambiente Italia di Legambiente, Rapporto ISSI - Un futuro sostenibile in Italia, Indice QUARS di Sbilanciamoci).
Inoltre in diverse regioni italiane sono realizzate indagini ad hoc finalizzate ad esaminare il tema del benessere, tenendo conto delle peculiarità del territorio o delle finalità dell’azione pubblica, sempre però con una comparazione anche nazionale. È il caso ad esempio dell’Indice del Benessere dell’IRPET, del Set di indicatori del CRASL della Lombardia e di Federazione Lombardia Ambiente e dell’Indicatore multidimensionale dell’innovazione, sviluppo e coesione sociale della Regione Umbria.
Accanto a questi strumenti, nel 2010 un progetto promosso dall'ISTAT e dal CNEL ha dato origine ad una linea di ricerca mirata, che produce annualmente dal 2013 il Rapporto Benessere Equo e Sostenibile (BES). L’indagine del BES rappresenta una fonte nazionale di riferimento per tutte le indagini di questo tipo. Il progetto si connota, da un lato, per la sua idea di multidimensionalità del benessere e, dall'altro, per il carattere partecipativo nel processo di costruzione della metodologia di analisi, grazie all'apporto di esperti, di rappresentanti delle parti sociali e della società civile, ma anche attraverso la consultazione diretta dei cittadini. L’approccio multidimensionale vuole integrare le informazioni originate dal PIL, con misure che si confrontano con la sostenibilità economica sociale e ambientale e la diseguaglianza. Le tematiche prese in considerazione dal BES, selezionate e affinate nel tempo e suscettibili nel futuro di ulteriori progressive variazioni, hanno la finalità di fornire un’immagine del benessere a tuttotondo. Le metodologie statistiche, le consulenze di specialisti ed esperti ed il coinvolgimento della società civile attraverso specifici strumenti di animazione costituiscono elementi che contribuiscono all'obiettivo di fornire una visuale attendibile della realtà.
Considerando che il benessere coinvolge tutti gli aspetti della vita, la vera sfida per il BESe per tutte le altre indagini di questo tipo, è quella di conciliare l’ampiezza dell’analisi con l’obiettivo della sintesi, in tutti i vari livelli di lavoro: la selezione delle informazioni, le metodologie di analisi dei dati e le modalità di comunicazione degli output. L’esito finale perde il dettaglio dei dati ma si propone di offrire sintesi dei punti forza e di debolezza che possono servire per fornire indicazioni per individuare o modificare la via da percorrere.
La varietà delle indagini e la conseguente varietà degli esiti non inficia la validità dei risultati, quanto piuttosto dà conto innanzitutto della ricchezza delle valutazioni possibili, data la complessità del fenomeno. Inoltre richiama l’attenzione sull'importanza di non assolutizzare i risultati, ma di considerarli ovviamente relativi rispetto alle metodologie utilizzate e alle finalità poste, nonché ai tempi e ai territori presi in esame. Infatti, i diversi indicatori derivando da specifiche fonti, logiche e obiettivi, hanno lo scopo di restituire un’immagine coerente rispetto alle proprie finalità.
Quello che è certo è che tutti contribuiscono a fornire sfaccettature di un fenomeno decisamente complesso e variegato.

©Agenzia Umbria Ricerche
12 novembre 2018

 

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