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Amministrazione
Trasparente
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Cristian Betti intervistato da E. Pettini
Sindaco del Comune di Corciano  
   
 
500 PAROLE  
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Corciano tra innovazione e tradizione
Ci sono dei luoghi nella nostra vita che più di altri ci portiamo dentro. Per chi scrive, uno di questi luoghi è Corciano. È il paese dove sono cresciuto e che riesce ancora a suscitare in me forti emozioni. Nel parlarne, riaffiorano alla memoria volti, paesaggi, abitudini, profumi, sapori che hanno influito molto sulla formazione della mia identità di oggi.
 

La bellezza e il carisma del territorio corcianese trasmettono un senso di tranquillità: ricordo che, nell’affacciarmi alla finestra della casa paterna, potevo ammirare paesaggi “infiniti”. Colline distese che lo sguardo e la mente quasi si perdevano nell’osservarle. Un luogo di pace e di silenzio, dove meditare, riflettere e ascoltare se stessi, gli altri e la natura circostante. Corciano, oltre a questa dimensione evocativa, ne offre anche un’altra, collegata alla sua operosità che per i cittadini significa avere buone chance per realizzarsi. Corciano, infatti, è un luogo di intense relazioni sociali ed economiche.
Di tutto questo ne abbiamo voluto parlare con il suo Sindaco.

Corciano è uno dei borghi più belli d’Italia. Ci dà qualche informazione storica?


Corciano è un tipico borgo medievale; l’edificazione del castello risale all’anno 1000 circa. In tutto il comune poi ci sono altri sette borghi (Capocavallo, Castelvieto, Chiugiana, Mantignana, Migiana, San Mariano e Solomeo) che rendono il territorio molto interessante per la sua storia e i suoi bellissimi paesaggi. La conformazione iniziale del territorio era certamente diversa; i primi insediamenti risalenti al periodo etrusco romano, infatti, sono stati ritrovati soprattutto nelle zone pianeggianti. Poi con l’arrivo dei Longobardi la popolazione per proteggersi si è rifugiata sulle sommità collinari: nacque così l’incastellamento con i suoi borghi.

Nel 2006 è stato pubblicato un volume a cui lei ha partecipato dal titolo “Corciano nella grande trasformazione da comune rurale ad area industriale 1950-1990” (Ediesse, 2008). Quali sono stati i temi principali messi a fuoco?

Alla pubblicazione partecipai come ricercatore e fu un’esperienza molto importante che mi è ritornata utile per approfondire la conoscenza del territorio di cui oggi sono sindaco.
In quell’occasione sono stati messi insieme quarant’anni di storia che, fra l’altro, sono stati ricchi di cambiamenti. Abbiamo raccontato le strategie che hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale di Corciano. Per esempio, negli anni sessanta il trasferimento della fabbrica della Perugina a San Sisto diede un impulso notevole anche al nostro territorio, favorendo la costruzione della strada corcianese che successivamente è stata molto utile per agevolare la nascita di grandi aziende del calibro di Ellesse, Sicel, Igi, Tatry e molte altre.
Ritornando al volume di cui mi chiedeva, ricordo che mentre ci lavoravo ebbi la fortuna di conoscere, ad esempio, Leonardo Servadio, patron della Ellesse, che mi mostrò il suo museo personale dove la mia attenzione venne catturata da alcune foto che ritraevano una finale di tennis femminile di Wimbledon del 1981 dove entrambe le finaliste indossavano abbigliamenti col marchio Ellesse. Questo mi rese molto orgoglioso perché un’azienda di Corciano aveva conquistato il tetto del mondo del tennis. Fra l’altro, bisogna anche dire che Ellesse fu uno dei primi marchi ad essere visibile sulla parte esterna dei vestiti, intuizione che da quel momento in poi tutti imitarono, riuscendo a imporre il proprio stile italiano con il famoso logo della “semipalla” da tennis.
L’azienda da allora divenne sinonimo di sport e “Made in Italy” nel mondo.
Riuscì a sponsorizzare i mondiali di calcio Spagna ‘82 e si ricordano ancora i tabelloni Ellesse ben inquadrati durante il giorno della finale vinta proprio dall’Italia. Fu anche lo sponsor della maratona di New York dall’84 all’86 e a ciò si potrebbero aggiungere tutta un’altra serie di iniziative di successo, come quelle nel campo dello sci, che non sto qui a raccontare per esigenze di tempi.
(continua...)

©Agenzia Umbria Ricerche







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