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Mauro Casavecchia Elisabetta Tondini
Sociologo
Economista
           
   
 
  ECONOMIA   
 
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La dinamica reale del PIL

Della lunga crisi abbattutasi su un’Italia affaticata da un ristagno pluriennale paghiamo ancora le conseguenze. Il quadro che si prospetta all’orizzonte prefigura nuovi passi indietro nella produzione generale di reddito, rendendo ancora più lontana una ripresa vera e propria.
E se questo è vero per l’Italia che, nell’arco di dieci anni, ha vissuto sostanzialmente due recessioni (2008-2009 e 2013-2014), lo è ancora di più per l’Umbria la quale, nello stesso periodo, registra solo due annualità positive, il 2010 e il 2015, visto che il PIL al 2017 praticamente eguaglia in termini reali quello dell’anno precedente.
Dinamica reale del PIL in Umbria (variazioni % annue 2007-2017 su serie concatenata 2010) 
Fonte: elaborazioni degli autori su dati ISTAT

In questa lunga discesa, il fenomeno più rilevante per l’Umbria è la perdita di PIL anche nella seconda fase recessiva, interrottasi nella sola ripresa del 2015. Per cui, se dal 2013 al 2017 il Paese aumenta in termini reali di quasi un punto percentuale medio annuo, la regione continua la sua emorragia quantificabile in una perdita media dello 0,2 per cento.
A causa di questo perdurante declino, a tratti molto accentuato, dell’economia umbra, il PIL reale dal 2007 al 2017 cala complessivamente del 15,6 per cento, praticamente più del triplo di quello nazionale, per una contrazione media annua dell’1,7 per cento. Volendo semplificare: per tornare ai livelli reali ante crisi, l’Umbria dovrebbe far compiere al suo PIL un salto medio annuo del 2 per cento per otto anni filati, arrivando così al 2025, ovvero 17 anni dopo il primo declino.
Evoluzione reale del Pil (2007-2017, serie concatenata 2010, valori %)
* Calcolato come media geometrica delle variazioni relative annue su base mobile
Fonte: elaborazioni degli autori su dati ISTAT

 

L’esito di queste dinamiche, sullo sfondo delle quali c'è un calo della popolazione (si veda Squilibri demografici in corso), si traduce in un PIL pro capite umbro in progressivo allontanamento dall’Italia, per una distanza che nel 2017 tocca il suo massimo, sfiorando i 15 punti (erano 4,4 nel 2007, posta l’Italia uguale a 100).
Nel 2017, il PIL nominale pro capite umbro si attesta a 24.326 euro, a fronte dei 28.494 euro medi nazionali.
Livelli reali di PIL pro capite dal 2007 al 2017 (migliaia di euro concatenati 2010)
Fonte: elaborazioni degli autori su dati ISTAT
 

©Agenzia Umbria Ricerche
6 settembre 2019

 
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