......................
Amministrazione
Trasparente
......................
 
                   
Mauro Casavecchia
Elisabetta Tondini
Sociologo
Economista
   
 
  GIOVANI  
 
...........................................

Azioni, interazione e benessere dei bambini

Parlare dei bambini non può prescindere dal riportare la loro voce. Ciò può essere fatto in diversi modi; con questa indagine abbiamo scelto di farlo nella forma più diretta, ovvero chiedendo loro di parlarci della loro quotidianità rispondendo ad un questionario. Le domande hanno riguardato aspetti a loro molto familiari: le azioni che scandiscono le giornate, le persone con cui prevalentemente stanno o vorrebbero stare, le modalità con cui interagiscono con i pari e con il mondo degli adulti.
Non abbiamo invece previsto domande dirette sul loro “stare bene”.
Eppure lo “stare bene” è un concetto centrale, del quale ci si deve interessare prioritariamente, perché i bambini sono innanzitutto dei cittadini e poi una risorsa preziosa non solo per le singole famiglie ma anche per l’equilibrio demografico e sociale di un Paese, tanto da costituirne un vero e proprio bene pubblico (Saraceno 2011).
Lo “stare bene” è un concetto molto ampio e mobile, legato non solo alla felicità e al buono stato di salute del momento ma, in una visione prospettica, alla possibilità di realizzare i desideri e di raggiungere le opportunità che ogni bambino matura nel corso del tempo alla luce delle sue abilità, potenzialità e capacità (Bradshaw-Hoelscher-Richardson 2007). Ciò implica la necessità di una visione basata su elementi di tipo sia soggettivo che oggettivo, in grado di conciliare l’analisi della situazione presente con le aspettative future le quali, in una dimensione politica, sono strettamente legate alle opportunità di istruzione e all’occupabilità, secondo la concezione del benessere teorizzata nelle analisi che si rifanno al rights-based approach che discende dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.
È pur vero che già il solo concentrarsi sulla dimensione contingente del quotidiano - che va dall’avere buoni rapporti in famiglia all’andare bene a scuola, dall’essere contenti di ciò che si fa e delle persone con cui si sta alla relazionalità con i coetanei e con il mondo degli adulti - consente di rispondere alle domande Come stanno i nostri bambini? Quanto sono soddisfatti delle loro giornate? Dunque consente di dire qualcosa sul loro stare bene.
Nel nostro caso, si è preferito arrivare a cogliere quegli spazi e quegli elementi di positività su cui si costruisce lo stato di benessere dei bambini attraverso domande indirette. Domande che, come si vedrà più avanti, afferiscono prevalentemente alla sfera percettiva: i bambini, esprimendo in prima persona il loro sentire, proiettano un’immagine frutto della loro soggettività che - pur restituendo una visione parziale dello star bene - riteniamo rappresenti il vero valore aggiunto del presente sforzo di indagine.
L’analisi del tempo trascorso con le persone che accompagnano i loro pomeriggi, del modo in cui impiegano il loro tempo e di come vivono la relazionalità in ciascuno dei contesti primari - famiglia, scuola, amicizie, ambiente sportivo - ha permesso di trarre significative considerazioni sulla soddisfazione, l’auto-accettazione, la padronanza dell’ambiente, l’autonomia dei bambini che vivono nella nostra regione.
Del resto, è proprio principalmente attraverso questi ambiti, componenti il microsistema delle interazioni primarie che influisce più in profondità sui bambini (Bronfenbrenner-Morris 1998), che passa la costruzione della loro positività e dunque del loro benessere.
Nel presente contributo l’analisi dello stare bene dei bambini che vivono in Umbria si compone di tre parti: quella riferita alle singole persone e al tempo speso con esse, quella relativa alle attività più importanti che riempiono il loro tempo, quella riferita alle sfere relazionali.
L’analisi si apre inevitabilmente con la descrizione del contesto familiare, l’ambito primario per eccellenza. In quanto tale, influenza imprescindibilmente lo stato di benessere del bambino per le sue ricadute sull’affettività, sul grado di protezione, di sicurezza ed auto-determinazione, ma anche per le implicazioni sul reciproco influenzarsi tra bambini e genitori, i primi nel loro progressivo percorso di consapevolezza per capire di cosa è fatto il loro benessere, i secondi nell’impegno crescente alla comprensione e all’ascolto dei bisogni e dei desideri dei più piccoli, finalizzato ad una realizzazione condivisa del loro benessere (Olagnero 2016).
(continua...)

 

©Agenzia Umbria Ricerche

 

 
 
I giovani, le giovani e il lavoro
Enza Galluzzo
Giovani e anziani, mai così distanti
Elisabetta Tondini
Premia investire nello studio?
Mauro Casavecchia
AAA giovani laureati cercasi
Mauro Casavecchia
Squilibri generazionali non più sostenibili
Elisabetta Tondini
Giovani e futuro: navigare a vista
Elisabetta Tondini - Mauro Casavecchia
Bambine e bambini nello spazio generazionale
Valerio Belotti
Azioni, interazione e benessere dei bambini
Elisabetta Tondini - Mauro Casavecchia
La danza delle negoziazioni in famiglia
Enza Galluzzo
Infanzia al centro
Stefano Strona
Un volo contro vento
Mauro Casavecchia - Elisabetta Tondini