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Amministrazione
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Mauro Casavecchia
Sociologo 
 
 
IDENTITÀ  
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L'identità umbra e la grande bellezza

L’Umbria come costruzione recente
Ragionare intorno alla definizione del perimetro identitario dell’Umbria non è un compito agevole. Innanzitutto perché i suoi confini, in quanto entità geografica e amministrativa, sono stati disegnati in tempi piuttosto recenti: le regioni sono nate ufficialmente nel 1970 - prima di allora avevano solo un valore statistico - e l’assetto territoriale che conosciamo oggi è stato raggiunto definitivamente solo nel 1939 (con il ritorno del comune di Monterchi alla provincia di Arezzo, dopo il ben più ampio scorporo, avvenuto nel decennio precedente, dei 58 comuni della Sabina destinati alla costituenda provincia di Rieti).
Inoltre, nel corso della storia l’identità dell’Umbria si è forgiata più che altro come sommatoria di territori e di città diverse, spesso in contrapposizione tra loro: basti pensare alla bellicosa coesistenza delle popolazioni degli Umbri e degli Etruschi separati dalle sponde del Tevere oppure, procedendo nei secoli all’epoca delle autonomie municipali, alle lotte di Perugia con Assisi e con Foligno per la supremazia politica e territoriale, o ancora al bipolarismo nella gestione amministrativa del territorio tra le delegazioni di Perugia e Spoleto ai tempi dello Stato Pontificio e successivamente tra le province di Perugia e Terni.
Non è un caso che nelle cartografie storiche l’Umbria non venga raffigurata come territorio unitario - se non attraverso l’identificazione con il ducato di Spoleto - ma si preferisca dare conto delle ripartizioni territoriali legate al carattere policentrico della regione (Tosti 2014).
D’altronde, la mancanza di una forte identità unitaria radicata nella storia deriva per l’Umbria anche dall’essere stata per millenni, prima dell’attuale stato di sostanziale isolamento derivante da scarsità di infrastrutture, una terra di passaggio e di traffici, un corridoio obbligato per mercanti e viaggiatori che volevano attraversare la penisola da nord a sud o collegare i due mari da est a ovest. Per di più, l’assenza di un forte centro di attrazione ha indotto diverse zone marginali del territorio umbro ad accentuare la gravitazione verso regioni confinanti.
Si capisce bene, quindi, come l’identità territoriale che si ricava dalla storia appaia per l’Umbria tutt’altro che omogenea e radicata, ma si presenti piuttosto un po’ sfilacciata e sicuramente composita.
Eppure, oggi negli umbri la percezione dell’appartenenza regionale supera addirittura il sentimento di appartenenza alla propria città, in controtendenza rispetto a dinamiche osservabili altrove, come una recente indagine sembra dimostrare (Cristofori, Bernardini 2016). Pertanto, non si può certo affermare che l’Umbria abbia una identità debole.
Quali sono dunque i caratteri distintivi che ci connotano agli occhi di chi ci osserva dal resto del mondo? E quali i vessilli sotto i quali noi umbri riusciamo orgogliosamente a riconoscerci e a ritrovarci?
(continua...)

©Agenzia Umbria Ricerche

 

 
 
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