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Amministrazione
Trasparente
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Enza Galluzzo
Ricercatrice
 
 
POVER  
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I bisogni nel sistema informativo sociale regionale    

MESSAGGI CHIAVE

Il 70% di coloro che si rivolgono ai servizi sociali per necessità stringenti sono italiani, prevalentemente tra i 45 e 65 anni, poco scolarizzati, disoccupati, donne.

Gli stranieri in gravi difficoltà intercettati dai servizi sociali sono per la maggior parte madri, tra i 31 e i 45 anni, senza lavoro e con basso livello di istruzione.

Il presidio pubblico al bisogno è costituito da oltre 70 Uffici di Cittadinanza e punti di contatto.


L’utilizzo del Sistema Informativo Sociale regionale (SISo) da parte di tutti i Comuni è importante per una programmazione strategica della lotta alla povertà.

 
L’informatica al servizio del sociale

Problemi profondi e diffusi, come quelli della povertà, necessitano la messa in campo di tutti gli strumenti più funzionali per riuscire a promuovere azioni efficaci. La povertà si contrasta anche attraverso l’efficienza degli mezzi che si utilizzano. Accanto all’approccio professionale ed a quello umano - elementi assolutamente fondanti ed imprescindibili - emerge l’importanza di avere la piena cognizione dei fenomeni. Ecco perché sono nati, ormai in molte regioni italiane, sistemi informativi per la gestione delle attività dei servizi sociali. Il passaggio da una gestione cartacea o da un diverso sistema informatico ad una piattaforma automatizzata comune è certamente complesso e articolato e non di facile realizzazione. Sono coinvolte persone, routine, prassi consolidate. Si tratta di un equilibrio che i singoli uffici hanno acquisito con fatica nel tempo. È comprensibile quindi una certa cautela e resistenza al cambiamento.
Ma l’informatizzazione a livello regionale dei servizi sociali risulta quanto mai importante perché risponde ad una serie di importanti finalità.
Innanzitutto una conoscenza completa delle situazioni delle persone bisognose, contestualizzata rispetto ad altre casistiche, è essenziale per una gestione equa e imparziale.
L’informatizzazione favorisce anche una maggiore efficienza intesa come rapidità di lavoro, velocità nel reperimento delle informazioni e quindi maggiore tempestività nell’erogazione di interventi.
Comporta, poi, una profonda riflessione su regole e processi da parte dell’intero sistema e quindi, da un lato, una ottimizzazione di procedure e, dall’altro, una uniformità di regole definite e certe, limitando derive soggettive.
Stimola, in un contesto di generale informatizzazione della pubblica amministrazione, una facile condivisione degli archivi e delle informazioni tra le amministrazioni, stimolando lo scambio dei dati tra di esse.
Consente una maggiore efficienza gestionale delle risorse umane e economiche, grazie ad un più agevole ed immediato monitoraggio dei tempi effettivi dei procedimenti e ad un controllo delle spese.
Permette una interscambiabilità e sostituibilità tra operatori abbattendo i limiti della gestione personalizzata.
Dà piena trasparenza a tutto il percorso.
Ai vantaggi sopra elencati che riguardano gli operatori e le persone interessate, se ne unisce un altro di natura strategica. Un sistema informatizzato permette analisi di profondità che consentono una visione complessiva ed in tempo reale, con possibilità di confronti territoriali e nel lungo periodo, utili ai fini della valutazione delle politiche e soprattutto della progettazione delle strategie necessarie a migliorare il sistema.
In questa ottica è stato costruito all’interno della regione Umbria il Sistema Informativo Sociale regionale (SISo). Il SISo si configura e si propone di essere una finestra sui bisogni e sugli interventi. La completezza della visione e l’ampiezza della prospettiva può essere di ausilio a guardare lontano, oltre la povertà. (continua...)
   
 
©Agenzia Umbria Ricerche
 
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